Visite ed esami si potranno prenotare dai medici di famiglia

L’Asl: sarà potenziato anche il canale delle farmacie

Alcuni interventi sono previsti in prospettiva, e contengono in sé la promessa di vivaci contestazioni: come il coinvolgimento dei medici di base, «con adeguato supporto», per la prenotazione di esami e visite mediche. Altri sono appesi alle sentenze del Consiglio di Stato, o alle decisioni della Regione. Altri ancora risultano in divenire. Parliamo dei tempi delle liste di attesa: un cantiere senza fine – croce di tutti gli assessori alla Sanità, e prima ancora dei cittadini – che si cerca di portare a compimento con misure integrate. Monitorandolo, via via, sulla base di dati mai univoci.

La guerra dei numeri  

È il caso di quelli diffusi ieri dall’Asl di Torino nell’ambito dell’«operazione trasparenza», una risposta indiretta a quelli diramati recentemente da Cgil, Cisl e Uil: fonti diverse, quadri rovesciati; ciascuno dice la sua e naturalmente tutti rivendicano le proprie ragioni. Così, se si prendono per buoni quelli dell’Asl relativi al trimestre luglio-settembre (comprensivi delle visite di controllo oltre che dei primi accessi), la situazione – fatti salvi i margini di miglioramento – appare decisamente meno drammatica. In qualche caso i tempi standard vengono rispettati o addirittura anticipati, in altri no. Ma insomma: ad eccezione di alcune situazioni macroscopiche – una per tutte: i 105 giorni di attesa per un esame al fondo oculare -, si parla di numeri a due cifre (in termini di giorni di attesa) e non di tre. Quanto ai tempi di risposta telefonica da parte degli operatori, la media è di 7,12 minuti seguiti da un tempo di conversazione di 3 minuti.

Corsi e ricorsi  

Anche così, non è il caso di sedersi sugli allori: per vari motivi. Se andrà bene il Cup unico, il Centro unico di prenotazione regionale nel quale confluiranno le agende delle Asl e degli specialisti di tutto il Piemonte, entrerà a regime alla fine del prossimo anno: il primo febbraio è attesa la sentenza del Consiglio di Stato a seguito del ricorso presentato dalla seconda cordata di imprese contro quella che si è aggiudicata la gara di Scr, chiunque la spunti dovrà mettere in piedi provincia per provincia un meccanismo complesso basato su agende unificate, servizio di «recall» e chi più ne ha più ne metta. Tempi lunghi. Sul fronte delle farmacie, si attende il via libera della Regione all’unificazione dei servizi di prenotazione delle ex Asl Torino 1 (a pagamento) e 2 (gratuitamente): l’Asl è diventata una sola ma i sistemi non sono integrati. Su alcuni versanti, è il caso dell’oculistica, si impone un rinforzo di personale: è il caso di 4-5 oculisti all’Oftalmico, che una volta ne contava 35 ed ora ne ha 27.

Accordi di categoria  

Nella stessa ottica – l’appropriatezza nella prescrizione di visite ed esami basata sulle reali priorità – si inseriscono le linee-guida prossimamente messe a punto coinvolgendo i medici per applicare alla diagnostica lo stesso criterio seguito per la farmaceutica. Ma come ha spiegato Valerio Fabio Alberti, direttore generale dell’Asl, la domanda è solo uno dei punti su cui rimboccarsi le maniche. Gli altri sono l’offerta e l’accesso ai servizi. Significa diverse cose: l’accordo con i privati accreditati su una serie di prestazioni richieste dal pubblico, e per questo calcolate extra-budget, gli ambulatori ad accesso diretto, il potenziamento dell’azione di «recall» (richiamando chi ha prenotato una visita per accertarsi che mantenga l’appuntamento), il Cup unico, gli accordi con medici e farmacisti. Partita aperta.

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